Search

Tag Archives: enogastronomia abruzzese

cicerchiata

Feste, divertimento e ilarità: sono gli ingredienti del Carnevale insieme ai dolci della tradizione con i quali però non si scherza proprio!

Anche l’Abruzzo, come il resto d’Italia, ha le sue prelibatezze tipiche del Carnevale; tra le più note c’è sicuramente la Cicerchiata.

Una premessa: i ceci non c’entrano nulla con la ricetta; la forma può trarre in inganno ma in realtà si tratta di tante palline di composto unite tra loro dal miele fuso e poi fatto raffreddare.

Un gusto che può definirsi aromatico e che si scioglie in bocca, soprattutto nelle varianti colorate dove vengono aggiunti zuccherini decorativi e mandorle.

La cicerchiata richiama moto gli struffoli, tipico dolce partenopeo di natale composto, però, da palline più grandi rispetto al nostro dolce abruzzese.

Gli ingredienti del dolce tipico d’Abruzzo sono molto basilari: farina, uova, zucchero, burro, olio extravergine di oliva, olio per friggere, miele e decorazioni con zuccherini e mandorle a piacere.

Foto: Alimentipedia

luca finocchio

“Assenza di difetti, equilibrio, piacere che sa offrire, qualità e tecnica di produzione.”

Sono le motivazioni alla base del premio Ita Awards 2020, l’Oscar internazionale del gusto, assegnato ad Apicoltura Luca Finocchio per il miele di coriandolo e il millefiori delle montagne d’Abruzzo, nell’ambito della prima edizione del concorso internazionale ideato da Simone Massenza, giudice internazionale di food & beverage e degustatore professionista multi-matrice. Per entrambi i mieli Luca Finocchio ha ottenuto la medaglia d’argento, che certifica l’eccellenza dei prodotti.

La cerimonia finale dell’International Taste Award si è svolta nei giorni scorsi nella splendida cornice di Palazzo Monti della Pieve, prestigiosa villa seicentesca, residenza dei Baroni Monti a Montichiari, in provincia di Brescia.

Per l’ennesima volta, dunque, Apicoltura Luca Finocchio è risultata l’azienda italiana di miele insignita del più alto riconoscimento. Un premio tanto prestigioso quanto impegnativo: tutte le degustazioni, infatti, sono fatte “alla cieca” da una giuria completamente italiana, formata da degustatori, assaggiatori, sommelier, operatori del settore (cuochi, pasticceri, panificatori e buyer), giornalisti eno-gastronomici, bartender ed appassionati gourmet. Davvero impegnativa la selezione, visto che in totale sono stati oltre seicento i prodotti valutati e giudicati, provenienti non solo dall’Italia ma da ben trentuno nazioni sparse su tutti i continenti: Afghanistan, Argentina, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Croazia, Ecuador, Francia, Germania, Giamaica, Grecia, India, Iran, Irlanda, Lituania, Nuova Zelanda, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Sud Africa, Svizzera, Taiwan, Turchia, Ungheria e Usa.

“È la parola eccellenza che rende questo premio davvero speciale – commenta Luca Finocchio, che ha ritirato il premio insieme alla figlia Fabiana – perché conferma ciò che negli anni è stato evidente ad altre giurie e a tanti consumatori: il nostro miele è nell’olimpo del made in Italy. Non un semplice miele, anche ben fatto, ma un’eccellenza: siamo grati agli organizzatori e alla giuria per aver apprezzato il frutto di un duro lavoro, espressione di una lunga tradizione di cui siamo orgogliosi”.

Per la cena di conclusione, è stato infine realizzato dal noto chef stellato Pierre Zanotti un apposito menù di sei portate, completamente realizzato da zero per l’occasione, per celebrare questa prima edizione degli International Taste Awards, valorizzando alcuni fra i migliori prodotti, italiani e stranieri, premiati nel concorso.

nell’ambito della prima edizione del concorso internazionale ideato da Simone Massenza, giudice internazionale di food & beverage e degustatore professionista multi-matrice.

Per entrambi i mieli Luca Finocchio ha ottenuto la medaglia d’argento, che certifica l’eccellenza dei prodotti.

La cerimonia finale dell’International Taste Award si è svolta nei giorni scorsi nella splendida cornice di Palazzo Monti della Pieve, prestigiosa villa seicentesca, residenza dei Baroni Monti a Montichiari, in provincia di Brescia.

Per l’ennesima volta, dunque, Apicoltura Luca Finocchio è risultata l’azienda italiana di miele insignita del più alto riconoscimento.

Un premio tanto prestigioso quanto impegnativo: tutte le degustazioni, infatti, sono fatte “alla cieca” da una giuria completamente italiana, formata da degustatori, assaggiatori, sommelier, operatori del settore (cuochi, pasticceri, panificatori e buyer), giornalisti eno-gastronomici, bartender ed appassionati gourmet.

Davvero impegnativa la selezione, visto che in totale sono stati oltre 600 i prodotti valutati e giudicati, provenienti non solo dall’Italia ma da ben 31 nazioni sparse su tutti i continenti:

  • Afghanistan,
  • Argentina,
  • Belgio,
  • Brasile,
  • Canada,
  • Cina,
  • Croazia,
  • Ecuador,
  • Francia,
  • Germania,
  • Giamaica,
  • Grecia,
  • India,
  • Iran,
  • Irlanda,
  • Lituania,
  • Nuova Zelanda,
  • Portogallo,
  • Regno Unito,
  • Repubblica Ceca,
  • Romania,
  • Slovenia,
  • Slovacchia,
  • Spagna,
  • Sud Africa,
  • Svizzera,
  • Taiwan,
  • Turchia,
  • Ungheria,
  • Usa.

“È la parola eccellenza che rende questo premio davvero speciale – commenta Luca Finocchio, che ha ritirato il premio insieme alla figlia Fabiana – perché conferma ciò che negli anni è stato evidente ad altre giurie e a tanti consumatori: il nostro miele è nell’olimpo del made in Italy. Non un semplice miele, anche ben fatto, ma un’eccellenza: siamo grati agli organizzatori e alla giuria per aver apprezzato il frutto di un duro lavoro, espressione di una lunga tradizione di cui siamo orgogliosi”.

Per la cena di conclusione, è stato infine realizzato dal noto chef stellato Pierre Zanotti un apposito menù di sei portate, completamente realizzato da zero per l’occasione, per celebrare questa prima edizione degli International Taste Awards, valorizzando alcuni fra i migliori prodotti, italiani e stranieri, premiati nel concorso.

by Redazione
Solina

Un ritorno alle origini, un rispetto per la terra e suoi prodotti per un cibo più sano: la solina.

In tanti stanno riscoprendo questo grano tenero in pochi forse sanno che le sue origini sono abruzzesi: una varietà autoctona di grano tenero coltivata principalmente nell’area del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in particolare sul versante della provincia dell’Aquila.

Ci sono dei documenti che testimoniano la longevità di questo grano tipico dell’Abruzzo montano dove in terrazzamenti e piccoli appezzamenti viene coltivato addirittura dal XVI secolo.

Viene coltivato in quota dai 600 ai 1400 m s.l.m., mentre sul versante appenninico pescarese-teramano, dove il clima è più temperato, mai sotto i 750 metri. La semina avviene durante le prime settimane dell’autunno.

Elementi che lo rendono molto resistente alle intemperie e alle temperature rigide anche grazie alle caratteristiche del fusto.

Dalla solina di ottiene la farina per i prodotti di panificazione artigianale, in particolare il pane casereccio, la pasta fatta in casa e la pizza.

by francesca
sanremo

La cucina abruzzese torna a Sanremo in occasione del 70° Festival della canzone italiana che si svolgerà dal 4 all’8 febbraio prossimi.

Una delegazione di 5 chef sarà infatti presente nella città dei fiori per preparare manicaretti durante lo svolgimento della manifestazione canora e, in particolare, in una cena di gala, con 250 ospiti, anche famosi, tra cui la soprano Katia Ricciarelli, che si svolgerà nell’ambito di “Casa Sanremo” e del format “Sanremo doc”, che si terranno al Palafiori, a cura del conduttore televisivo Danilo Daita.

L’iniziativa è stata presentata ieri sera durante una cena spettacolo che si è tenuta alla “Locanda dei tre sassi” in contrada Vallevò a Rocca San Giovanni, sulla costa dei Trabocchi.

Presenti personaggi del mondo dello spettacolo, come il cantante Gianni Drudi, che ha composto Tolo tolo brano dell’omonimo film di Checco Zalone che sta avendo uno strepitoso successo; l’ex senatore Antonio Razzi che ha parlato del suo ultimo libro Te lo dico da Nobel; Pietro Ferrante, di Castel Frentano, che realizza gioielli per diversi vip; Enzo Longobardi, produttore e talent scout, patron del premio Je so pazzo intitolato a Pino Daniele.

Per l’occasione, tra una esibizione e l’altra di giovani talenti, sono stati presentati gli chef che saranno ai fornelli a Sanremo, ossia Rosalba Marte, Adriano D’Ovidio, Mariangela D’Aurizio, Antonio Argentieri e Piera Parisi, che proporranno un menu a base di prodotti della nostra regione.

“Pronti a conquistare anche i palati più esigenti con le nostre specialità, come pallotte cace e ove, paccheri al datterino Flagel, pizza e altre prelibatezze, tra cui i dolci”, ha detto Alba Marte (a sinistra nella foto).

I prodotti che verranno usati sono stati messi a disposizione da varie aziende, tra le quali “Delizie d’Abruzzo”, “Jasci e Marchesani vini biologici”,  “Ciro Flagella” con i suoi pomodori; Ranalli uova, Alberto Tiberio vini; Oleificio D’Ovidio, pastificio DelVerde; “La tavola dei briganti”, Caseificio Maggiore, la “Pasta di Stigliano”, “Decò”, “Natural catering”, “Gustò” alimenti, “Pizza Taxi”.

E’ stata anche l’occasione, con la presenza del sindaco Massimiliano Berghella, per presentare un cortometraggio sulla disabilità che sarà presto girato a Treglio.

by Redazione
attività storica

Non è facile nel 2020 ricominciare praticamente da zero ma Michele Santurbano panettiere del Dolce forno, storica attività di Pescara Colli (via del Santuario, 129), ha deciso che sì, si può ricominciare.

Inaugurazione dunque per il locale che da 29 anni sforna pane per i sui clienti.

“Siamo qui dal 1991 e oggi riparto da zero con un laboratorio più piccolo ma con la stessa passione. Cosa significa ricominciare? Diciamo che ho avuto coraggio e spero di venir ripagato con un lavoro più tranquillo e redditizio” così Michele Santurbano.

dolce forno

by francesca
famiglie abruzzesi

Dicembre, mese in cui le spese delle famiglie abruzzesi e italiano crescono visto il lungo periodo di festività che ci attende.

Le famiglie abruzzesi infatti spenderanno 322 milioni di euro per prodotti alimentari e bevande, 51 milioni in più rispetto alla media annuale.

Questo secondo lo studio del Centro studi di Confartigianato Imprese Chieti L’Aquila, che ha elaborato i dati contenuti in un’indagine della confederazione nazionale.

Nel dettaglio delle quattro province, questi sono i numeri:

  • 95 verranno spesi in provincia di Chieti (+15 mln rispetto alla media annuale),
  • 78 in provincia di Pescara (+12 mln),
  • 75 nell’Aquilano (+12 mln),
  • 74 milioni nel Teramano (+12 mln).

Cifre che mettono in risalto la forte vocazione gastronomica abruzzese che, in questo settore, è al 12° posto in Italia.

oro verde

L’Oro verde d’Abruzzo, l’olio extravergine d’oliva, raccontato attraverso 22 aziende del Consorzio Aprutino-Pescarese, per imparare a conoscerne sfumature e odori, apprezzandone sapori e gusti, colori e varietà, e soprattutto scoprendone le qualità e le caratteristiche più autentiche. È il Gran Galà dell’Oro Verde organizzato dall’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara, che ha scelto una delle materie prima più pregiate e preziose del nostro territorio e della dieta mediterranea come protagonista del primo Open Day della scuola, un’occasione unica per valorizzare un alimento che è anche uno straordinario strumento di marketing territoriale e di turismo gastronomico.

Lo ha detto la dirigente dell’Istituto Alberghiero Ipssar De Cecco di Pescara Alessandra Di Pietro presentando l’evento ospitato negli spazi dell’Officina del Gusto, in via dei Sabini e che, oltre alle 22 aziende coinvolte, ha visto anche la presenza di Silvano Ferri residente del Consorzio dell’Olio Dop Aprutino Pescarese, del sindaco di Pescara Carlo Masci con il vice sindaco Gianni Santilli e l’assessore Adelchi Sulpizio, il vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari, il questore Francesco Misiti, Daniela Puglisi in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico Provinciale, il referente regionale per lo sport Antonello Passacantando, il Direttore Carlo Petracca e le dirigenti scolastiche Teresa Ascione e Roberta Martorella, il Presidente della Fondazione PescarAbruzzo Nicoletta Di Gregorio, il Presidente dell’Associazione DiversUguali Gianna Camplone, il Presidente dell’Ancri Anna Maria Di Rita, il Presidente dell’Associazione Polizia Mario Cutracci, il Presidente dell’Anppe Valentino Di Bartolomeo, il Presidente della Lilt Abruzzo Marco Lombardo, il professor Angelo Cicchelli in rappresentanza dell’Ateneo ‘d’Annunzio’, i rappresentanti della Fidapa, del Lions e del Rotary, l’esperto in materia di olio Marino Giorgetti, il reporter e fotografo Marco Lussoso, autore del volume e della mostra Olio! L’Oro d’Abruzzo, allestita al primo piano dell’Officina, i rappresentanti della Camera di Commercio Pescara-Chieti Tosca Chersich e Paolo Di Lullo, che hanno accompagnato una delegazione di 21 operatori turistici, la docente Rossella Cioppi, curatrice dell’evento, e alla presenza delle decine di Associazioni che ogni anno collaborano con l’Istituto Alberghiero

gruppo studenti
gruppo studenti

“Il Gran Galà dell’Oro Verde – ha sottolineato la dirigente Di Pietro – è stato un evento organizzato con la Camera di Commercio Chieti-Pescara, il Consorzio DOP Aprutino Pescarese, le Città dell’Olio, la Conpait e l’AssiPan. E ha saputo istituire una profonda sinergia tra sistema della Formazione, mondo della Produzione agroalimentare e Istituzioni che condividono obiettivi e strategie comuni: promuovere, attraverso la valorizzazione di un prodotto tipico e identitario, la cultura gastronomica del nostro territorio e nello stesso tempo veicolare, attraverso itinerari legati all’olio, la conoscenza dei luoghi, dei paesaggi, dell’arte. E il Gran Galà è stato anche l’occasione per il nostro primo Open Day rivolto a famiglie e studenti per far conoscere e toccare con mano la professionalità e la ricchezza dei percorsi formativi della nostra scuola, la bellezza e la versatilità dell’olio, dunque di una materia prima fondamentale e di assoluta eccellenza, il tutto anche attraverso la splendida mostra fotografica del reporter e fotografo Marco Lussoso”.

Ed è stata proprio l’inaugurazione della mostra fotografica, 44 tavole di pure emozioni in bianco e nero, ad aprire l’evento, proseguito con la presentazione del percorso formativo Il futuro in un filo d’olio, curato dalla docente Cioppi, per poi lasciare spazio alle aziende produttrici e agli assaggi d’olio con Marino Giorgetti e Silvano Ferri.

L’evento si è chiuso con la degustazione dei piatti della tradizione, rivisitati in chiave creativa dai docenti chef Enza Liberati e Roberto Cirone, e presentati in sala con la supervisione del professor Vincenzo Gambino, piatti preparati dagli studenti con l’utilizzo dell’olio nuovo, dunque dalle classiche bruschette alla pizza di rantinje, dalla pasta alla trappetara per chiudere con le ferratelle abruzzesi all’olio e ai classici cagionetti fritti con marmellata d’uva, di castagne o al cioccolato.

by Redazione
pizzoferrato

Il Comune di Pizzoferrato, la Cooperativa di Comunità Ajavdé, la prima nata in Abruzzo, il Parco Nazionale della Majella, l’Università D’Annunzio, la Regione Abruzzo e la PAZ, (Produttori Zafferano), hanno sperimentato a Pizzoferrato uno “zafferaneto”, con il metodo “Franco Ballone”.

Parlare di zafferano in Abruzzo, dove viene coltivato da 700 anni, non fa notizia; la novità sta nel metodo, in termini di innovazione di processo.

L’innovazione dello zafferano di Pizzoferrato è quello di essere coltivato con il metodo “Franco Ballone” su un modulo sopraelevato, dove la gestione e raccolta viene svolta in posizione eretta, con un risparmio di lavoro del 60% e con una densità di bulbi maggiore.

Infatti essa consente una produzione aumentata di quattro volte nei confronti della coltivazione tradizionale a terra su campo aperto.

raccolta zafferano da parte di giovani scolari
raccolta zafferano da parte di giovani scolari

Le parole del sindaco di Pizzoferrato Palmerino Fagnilli:

Il campo di Pizzoferrato è il quarto campo esistente in Italia, dopo quello ubicato in Lombardia, Lazio e Sicilia.

Il risultato delle analisi di laboratorio ha evidenziato la qualità eccellente dello zafferano di montagna dei Monti Pizzi, ambiente caratterizzato da un peculiare microclima.

Al termine delle varie fasi della lavorazione e sperimentazione sarà organizzato a Pizzoferrato un incontro informativo sui risultati raggiunti e su questa nuova tecnica di coltivazione.

L’esperimento si sviluppa non in una visione naïf del territorio, ma in una prospettiva di rilancio e di sviluppo ecocompatibile del sistema economico di produzione delle zone interne per la valorizzazione delle risorse disponibili.

La particolare composizione organica del terreno e il microclima del luogo rendono del tutto unico il prodotto.

Questa è la sfida e questo il senso del progetto delle Produzioni locali d‘Alta Quota voluta dal Comune di Pizzoferrato in collaborazione con le più importanti Istituzioni del territorio abruzzese.

Pizzoferrato è nel Parco Della Maiella, a 1.250 mt. di altitudine e a zero metri dal cielo.

Qui tra cielo, per l’appunto, mare, profumi, aromi, sapori e colori, ha iniziato a fiorire anche lo zafferano, per arricchire e completare l’offerta di produzioni locali d’alta quota a chilometro zero.

Questa produzione, del così detto oro d’Abruzzo, si colloca accanto, al prodotto principe del luogo, la patata di montagna e agli altri come la genziana, fagioli, lenticchie e piccoli frutti, a cui la Cooperativa di Comunità Ajavdè sta lavorando.

by Redazione
niko romito

Edizione numero 30 per la guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso e al vertice della classifica c’è l’Abruzzo con colui che può essere definito il re degli chef: Niko Romito.

L’abruzzese guida infatti la classifica con 96 punti del suoristorante Reale a Castel di Sangro (Aq); sul podio illustri colleghi del calibro di Massimo Bottura con Osteria Francescana a Modena e Heinz Beck della Pergola a Roma.

Da ricordare, nel 2016, il progetto IN-Intelligenza Nutrizionale, protocollo scientifico di cucina studiato per il miglioramento della ristorazione negli ospedali.

by Redazione
vendemmia

Non solo il raccolto delle olive, in Abruzzo un’altra antica tradizione è la vendemmia: i filari di uva pronti per essere “saccheggiati” e trasformati negli ottimi vini abruzzesi.

Una tradizione contadina che si ripete da secoli fatta di profumi, risate e buon cibo.

Così come si passa del tempo in campagna a raccogliere le olive, così il tempo passa a raccogliere l’uva.

Tra forbici specifiche per non intaccare la vite e momenti di ilarità e cibo buono, si arriva alle botti, a quel profumo di mosto; a quei colori da cui poi verranno fuori Montepulciano, Cococciola, Pecorino, Trebbiano e Cerasuolo.

In attesa dell’11 novembre giorno in cui si assapora il vino novello; ma coma sarà la vendemmia 2019?

A fare il punto la Coldiretti Abruzzo che, in occasione della presentazione delle previsioni di Ismea, Assoenologi e Unione italiana vini, sottolinea come, a causa di ondate di calore e maltempo, si registrerà un calo della produzione dell’11% ma la qualità sarà a buona oppure ottima.

Coldiretti ricorda anche che in Abruzzo la produzione annuale media è di circa 4.500.000 quintali di uva e oltre 3 milioni di ettolitri di vino di cui almeno un milione a denominazione di origine per un totale di circa 18mila aziende vitivinicole attive (e sempre a più alta specializzazione) su una superficie agricola complessiva di circa 30mila ettari.

 

by francesca