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Tag Archives: Abruzzo

Musica, divertimento, emozione: tutto questo ha un titolo ed è Stasera che sera!”.

L’appuntamento firmato Uao Spettacoli, di e con Federico Perrotta e Valentina Olla andrà in scena venerdì 14 febbraio 2020 alle ore 21 presso il Teatro Comunale di Pineto (Teramo) nell’ambito della nota rassegna “Non ci resta che ridere” la cui direzione artistica è di Sonia Costantini.

“Stasera che sera! ha il sapore ovviamente di una tv e di forme di spettacolo ormai passate, forse da taluni considerata superata ma fondamentalmente, secondo noi, non è cosi”. – spiegano Federico e Valentina, innamorati nella vita e del loro lavoro, che proprio nel giorno di “San Valentino” emozioneranno il pubblico di Pineto con una scanzonatissima cavalcata nella musica di tutti i tempi: dallo stornello al rap, al cabaret il tutto nel nome dell’amore e della passione.

Stasera che sera!

“Ricordi, professionisti, personaggi storici della televisione e del cinema fanno parte del nostro immaginario. Oggi la televisione è cambiata, è fatta di reality per esempio dove non è detto che si debba essere per forza bravi per poter essere in televisione, in passato non era così. A noi – spiegano – piace raccontare le grandi coppie del musical, della commedia musicale italiana. Stasera che sera! è una passeggiata informale in un passato non così lontano sempre ricco di emozioni e sensazioni, dove si va a scavare nella memoria di ognuno di noi. E lo facciamo anche guardando i giovani che talvolta non sanno di cosa parliamo ma attraverso una canzone possono capire di cosa si tratta magari andando a cercare subito dopo su internet o youtube il pezzo sentito con curiosità. A noi piace tantissimo raccontare questo tipo di televisione, ci siamo trovati perfettamente d’accordo con il nostro amico Pino Insegno che condivide con noi questa idea ed è bello vedere gli occhi brillare di emozioni, o i sorrisi del pubblico davanti a noi. Tutto ciò ci fa capire che sono pezzi che non tramonteranno mai. Sono sensazioni positive”.

Ad accompagnare la loro voce ci sarà la musica dal vivo della Red’s Band. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Pineto.

“In questi quattro anni di edizione della stagione teatrale Non ci resta che ridere siamo riusciti con il sostegno degli artisti e le compagnie a dare vita ad un teatro. Federico Perrotta, Maurizio Mattioli, Dado, Pablo e Pedro, Paolo Triestino sono solo alcuni nomi che hanno regalato due ore di spensieratezza al pubblico – sottolinea Sonia Costantini. –  Inoltre sono orgogliosa della promozione Una Poltrona per tutti che propone biglietti omaggio per le fasce deboli”.

Per informazioni è possibile contattare il numero: 335.573733. I biglietti sono acquistabili anche la sera stessa dello spettacolo o al teatro o al bar Gran Caffè de Paris di Pineto.

 

by Alessandra Renzetti
OSPEDALI APERTI

Martedì 3 marzo, in occasione del World Hearing Day che l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) celebra in tutto il mondo, Nonno Ascoltami! – Udito Italia Onlus, attiva da oltre 10 anni sul territorio nazionale con campagne e azioni di sensibilizzazione contro i disturbi uditivi, si è fatta promotrice di una grande giornata di prevenzione: Ospedali Aperti – Controlla Il Tuo Udito, realizzata in collaborazione con gli specialisti dei reparti ORL delle strutture ospedaliere aderenti.

Martedì 3 marzo gli ambulatori dei reparti ORL apriranno gratuitamente al pubblico.

Gli specialisti saranno a disposizione dei cittadini per effettuare screening uditivi, mettendo a disposizione la propria competenza anche per fornire preziosi consigli utili a mantenere in salute l’udito.

In Italia i disturbi uditivi colpiscono il 12,1% della popolazione (circa 7 milioni di italiani).

Ad esserne colpiti sono soprattutto gli anziani, ma negli ultimi anni si sta registrando un significativo aumento di ipoacusici anche nella classe di età intermedia (dai 46 ai 60 anni) e proprio l’Oms ha lanciato l’allarme sui rischi di danni permanenti all’udito che corrono i giovani (oltre un miliardo nel mondo) a causa di un uso improprio dei dispositivi audio.

Purtroppo l’udito una volta danneggiato non può essere recuperato. Per questo la prevenzione è l’arma più importante ed efficace.

L’Oms il 3 marzo di ogni anno celebra il World Hearing Day, una giornata dedicata alla sensibilizzazione e alla conoscenza del tema dei disturbi uditivi, così diffusi e in rapido e preoccupante aumento, eppure del tutto sottovalutati.

L’elenco delle strutture aderenti è consultabile sul sito ospedaliaperti.nonnoascoltami.it.

by Redazione
Solina

Un ritorno alle origini, un rispetto per la terra e suoi prodotti per un cibo più sano: la solina.

In tanti stanno riscoprendo questo grano tenero in pochi forse sanno che le sue origini sono abruzzesi: una varietà autoctona di grano tenero coltivata principalmente nell’area del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in particolare sul versante della provincia dell’Aquila.

Ci sono dei documenti che testimoniano la longevità di questo grano tipico dell’Abruzzo montano dove in terrazzamenti e piccoli appezzamenti viene coltivato addirittura dal XVI secolo.

Viene coltivato in quota dai 600 ai 1400 m s.l.m., mentre sul versante appenninico pescarese-teramano, dove il clima è più temperato, mai sotto i 750 metri. La semina avviene durante le prime settimane dell’autunno.

Elementi che lo rendono molto resistente alle intemperie e alle temperature rigide anche grazie alle caratteristiche del fusto.

Dalla solina di ottiene la farina per i prodotti di panificazione artigianale, in particolare il pane casereccio, la pasta fatta in casa e la pizza.

by francesca

Maritati sceglie la Prof. poetessa abruzzese per la prefazione del suo nuovo libro Masciulli Edizioni

Noto al grande pubblico con il suo volto e la sua voce, Gianni Maritati, vice capo della redazione cultura di RaiUno, esce a Febbraio con il suo nuovo libro “Piccoli mondi di carta” (Masciulli Edizioni) e sceglie la Prof. poetessa abruzzese Silvia Elena Di Donato per scriverne la prefazione.

Il libro si compone di una raccolta di articoli, riflessioni e piccole storie che offrono infiniti spunti per un’analisi che invita il lettore a vivere sane emozioni. Maritati e Di Donato si incontrarono per la prima volta nel 2018 alla festa del libro di Ostia, importante iniziativa culturale che annualmente lo storico volto di RaiUno organizza a supporto della cultura, dove la Di Donato fu ospite per presentare la sua silloge “La Maschera di Euridice” (Masciulli Edizioni); si stimarono reciprocamente e dopo poco tempo, a sorpresa su PRISMA, Gianni Maritati recensì l’opera definendola “leggera, intelligente, colta [… ] un libro pericoloso […] ti costringe a metterti in gioco, ti suggerisce un profondo cambiamento interiore”.

Oggi la sceglie per firmare la prefazione del suo ultimo lavoro che, come già per “La teoria del quarto nonno” (Masciulli Edizioni), affida alle mani vulcaniche di Alessio Masciulli, conosciuto ormai da tutti come “l’editore positivo” d’Abruzzo.

Abruzzese è anche la grafica di copertina, affidata alla fantasia di Maria Zaccagnini.

Copertina libro

Un bel traguardo per la casa editrice Masciulli, che può annoverare tra i propri autori nomi come quello di Gianni Maritati, Pier Francesco Pingitore, Federico Perrotta: una casa editrice che cresce, crede nei propri sogni e li trasforma in progetti, non si ferma ai confini regionali e, al contempo, porta una bella voce d’Abruzzo in giro per l’Italia.

by Alessandra Renzetti

Ricordi, dolore, ed un’altalenante flusso di emozioni.

Lo scorso week end “letterario” della Biblioteca di San Valentino in Abruzzo Citeriore ha regalato ai presenti momenti di profonda riflessione durante la presentazione del libro “Come gli Alberi Spogliati ad Aprile” del giornalista di Rete8 Luca Pompei che è stato affiancato dal collega de Il Centro, Giustino Parisse nel ricordo del dramma del terremoto: “L’interesse nei confronti del mio libro è fonte di grande emozione per me, ed è bello vedere come sia alta anche l’attenzione su un argomento così importante” spiega l’autore.

A San Valentino con Giustino Parisse

Ed è così che ancora una volta è stato evidenziato come in quel 6 aprile 2009, tante certezze sono svanite nell’aquilano alle ore 3.32 con quella terribile scossa che per tanti è stata la perdita di una vita serena, per troppi la perdita della vita stessa.

Molti in quella notte hanno visto svanire i propri sogni, altri invece hanno salutato per sempre l’amore, in tanti hanno visto andare in frantumi i propri sacrifici eppure nessuno ha rifiutato le proprie origini malgrado il grande dolore, come le forti testimonianze confermano.

L’importante riflessione letteraria offerta dal giornalista Luca Pompei prosegue il suo percorso ricco di condivisione: nelle sue parole c’è la forza ed il coraggio di dare seguito al significato manifesto di un’identità mai persa di vista, e c’è quell’attenzione verso l’attesa, che si spera mai vana, di poter ridare una dignità alla propria terra d’origine.

Nei prossimi giorni il giornalista sarà impegnato nuovamente con la presentazione del suo libro affiancato dalla giornalista Alessandra Renzetti, dall’editore Alessio Masciulli e dalla fotografa Rossella Caldarale: venerdì 31 gennaio alle ore 19.30 presso l’Hotel Promenade di Montesilvano ci sarà l’evento dal titolo “Ricordare per ricostruire”, fortemente voluto dal Lions Club di Montesilvano.

Locandina Montesilvano

A Popoli, invece sabato 1 febbraio alle ore 17.30 sarà il Teatro Comunale ad accogliere la presentazione del libro grazie all’impegno di Claudio Di Scanno, regista del Drammateatro che sottolinea: “Siamo ben lieti di ospitare nel teatro di Popoli la presentazione del volume di Luca Pompei, stimato giornalista di cui apprezzo con sorpresa e sincera ammirazione anche le sue qualità di scrittura e capacità di visione. La presentazione di Come gli alberi spogliati ad Aprile è parte integrante dell’attività multidisciplinare di un luogo teatrale, laddove un teatro si erge a caposaldo della produzione di cultura, e fa seguito alla recente ospitalità di altri ed altrettanto prestigiosi autori”. Ad arricchire l’appuntamento saranno le letture di brani offerte da Beatrice Giovani.

Locandina Popoli

Pompei, in questo libro, ha voluto cambiare in qualche modo direzione, esplorando il dramma del dopo terremoto, quello vissuto in un borgo alle porte de L’Aquila, Casentino (frazione di S.Eusanio Forconese) ed è pronto a raccontarlo al pubblico.

Attraverso un’attività di studio ed inchiesta, ha visitato questi luoghi, ha conosciuto i suoi pochi abitanti, raccolto storie ed aneddoti per poi ricamare una storia di finzione che fa da legante ad una serie di vicende e personaggi reali. Il tema principale, ovviamente, è quello di una ricostruzione sociale, al fianco di quella materiale, quasi impossibile da immaginare, ma, nonostante questo, l’estremo attaccamento per le tradizioni, le origini e la storia di questo borgo, porterà i personaggi di questo romanzo a combattere per un proprio riscatto.

Alberi spogliati ad aprile sono anche i tanti personaggi del romanzo, privati di tutto e non solo della loro casa, ma il loro senso di appartenenza ed il profondo senso di resilienza danno, in fondo, loro quell’immagine di piccoli eroi di provincia.

Il libro vede anche la collaborazione dell’autore con la nota fotografa abruzzese Rossella Caldarale che ha curato la foto di copertina e con la quale è in progetto un evento di presentazione legato ad una mostra su una serie di scatti che la Caldarale ha effettuato nel vasto mondo dei borghi abbandonati e terremotati d’Abruzzo. Altra prestigiosa collaborazione quella con il giovane e già pluripremiato scrittore abruzzese Peppe Millanta che per questo romanzo ha scritto una prefazione di assoluto valore.

 

by Alessandra Renzetti

Dopo ‘La cena dei cretini’ torna all’Aquila, per la Stagione Teatrale del Teatro Stabile d’Abruzzo, l’esilarante coppia Pistoia-Triestino alle prese con un’altra creazione di Francis Veber.

Va in scena al Ridotto del Teatro comunale, giovedì 30 gennaio, ore 21, e venerdì 31 gennaio, ore 17.30, “Il Rompiballe” di Francis Veber, traduzione Filippo Ottoni, regia Pistoia-Triestino, scene Francesco Montanaro, costumi Lucrezia Farinella, disegno luci Alessandro Nigro, con Paolo Triestino e Nicola Pistoia e con Antonio Conte, Loredana Piedimonte, Matteo Montaperto, Alessio Sardelli.

“Franois Pignon, la “maschera” ideata dal genio francese, – spiegano Pistoia e Triestino – parla al cuore di ciascuno di noi. Quel cuore che una volta pulsava per le piccole cose, per i nostri sogni più ingenui, per le grandi aspettative e che oggi invece batte sempre più flebile, perché sommerso da mille rumori: la fretta, l’arroganza, la volgarità, l’egoismo, la rabbia e la crisi profonda di tutto ciò che si può definire “bellezza”.

by Redazione

“Perchè?”

Una domanda che esige ancora una risposta, una domanda che a distanza di tre anni da quella tragedia che ha scosso l’Abruzzo tormenta ancora la mente ed il cuore dei parenti delle vittime di Rigopiano.

I familiari delle vittime della tragedia dell’Hotel Rigopiano di Farindola, travolto e distrutto da una valanga il 18 gennaio 2017, per il terzo anno consecutivo si sono ritrovati sul luogo del disastro per commemorare i propri cari.

Un minuto prima delle 17 di tre anni fa una valanga di neve, ghiaccio e detriti del peso di 120mila tonnellate travolse e distrusse l’albergo uccidendo 29 persone tra clienti e dipendenti, ed ecco che ieri a Rigopiano di nuovo tutti insieme parenti e non, hanno vissuto il momento del ricordo: negli occhi dei familiari si legge ancora il dolore di chi, quel 18 gennaio di tre anni fa, a causa di quel mostro di ghiaccio e detriti, ha perso una persona cara.

Rigopiano, 3 anni dopo. Foto Ansa

Dopo la deposizione dei fiori davanti al totem dell’hotel, c’è stato un momento di preghiera e di raccoglimento; poi ai parenti è stato permesso di entrare nell’area della valanga, in cui un tempo sorgeva il resort. A seguire una processione, con 29 fiaccole accese, che dal bivio Mirri tra Rigopiano e Farindola raggiunge la chiesa parrocchiale di “San Nicola Vescovo” per la messa.

Nel pomeriggio invece, la commemorazione delle vittime sostenuta dalla musica e condotta dall’artista Federico Perrotta e dalla giornalista Evelina Frisa è stata accolta dal palazzetto dello Sport di Penne, dove oltre a tante personalità del mondo politico abruzzese, oltre ai soccorsi, volontari e comitati ha partecipato anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che ha così risposto al dolore dei parenti e delle “mamme di Rigopiano” che hanno scritto una lettera ai loro angeli: “Rappresento uno Stato che vuole dire ai familiari che è al loro fianco e lo sarà sempre, che chiederà scusa ogni volta che ci sarà da chiedere scusa per non aver avuto la capacità di difendere le vite e proteggere i loro familiari. Lo Stato ha il dovere istituzionale e morale di dare giustizia, sapendo che quella verità non riporterà indietro figli, madri, padri e fratelli morti tre anni fa”.

L’Abruzzo non dimentica e combatte per la verità.

(Foto da Ansa)

by Alessandra Renzetti

Il Campo 78 diventa luogo della memoria. Con la smilitarizzazione del campo di prigionia e la sdemanializzazione dell’area Celestiniana, può partire il progetto per la valorizzazione di tutta l’area storica ai piedi del Morrone che comprende l’eremo di Celestino V, l’Abbazia di S.Spirito al Morrone, il Campo 78 e il parco archeologico di Ercole Curino.

Il progetto prevede un investimento di 950mila euro, in modo da creare un percorso integrato che passi dall’archeologia alla storia fino ad arrivare ad un parco della memoria.

Campo 78 infatti è stato campo di prigionia nelle due guerre mondiali, soprattutto nella seconda, quando nel campo finito nelle mani dei tedeschi, vennero tenuti prigionieri i soldati angloamericani. È proprio dal Campo di Fonte D’Amore , dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 partì il cammino di libertà di questi prigionieri e dei perseguitati dal regime fascista attraverso la Maiella fino a Casoli per ricongiungersi alle linee alleate.

(Foto da Ansa)

by Redazione

Prosegue la XVII Edizione del Festival di Teatro Dialettale “Premio Maschera d’Oro” Città di Lanciano, inclusa nella stagione teatrale 2019/2020 e organizzato dall’Associazione Amici della Ribalta. Presso il Teatro Fenaroli di Lanciano è in programma Domenica 12 gennaio alle ore 17.00 una commedia di Carlo Goldoni riadattata da Carmela Caiani dal titolo “LE BARUFFE” portato in scena dalla compagnia “DA GRANDE VOGLIO CRESCERE” di Chieti

Le BARUFFE sono la trasposizione nella lingua e nella cultura abruzzese della celebre commedia Le Baruffe Chiozzotte che Goldoni compose nel 1762. Il fraseggio goldoniano, ritmico e comico, è stato abilmente tradotto dal chioggiotto in abruzzese da Sandro Cianci del teatro del Me-ti, un uomo di teatro che ha l’arguta capacità di giocare con l’ironia delle parole e della loro composizione in fraseggi ritmici e spassosi.

L’opera mette in scena le schermaglie amorose di un gruppo di pescatori e delle loro donne, personaggi mossi da affetti semplici, ma genuini, che bene descrivono una visione della coralità della vita e celebrano una semplicità di cuore e di istinto, nelle quali ritrovare le più pure ragioni dell’esistere. Una commedia di poveri, i ricchi ed i potenti non esistono, l’unica presenza del potere e della borghesia è rappresentata dal Brigadiere.

Le Baruffe si aprono con una domanda sul tempo meteorologico, “che vo fa su tempe?” quasi che il garbino, vento capriccioso, pazzo, variabile, improvviso, rappresenti la vita: un susseguirsi di fatti che avvengono apparentemente uguali, eppure sempre diversi, mai lineari, come se un vento dispettoso fosse sempre pronto ad ingarbugliarli ed a costringere i personaggi alla “baruffa”, ad affannarsi anche per poco, tra pettegolezzi, malignità, strepiti e fraintendimenti, come se quel poco fosse tutto quello che ci si può aspettare dalla vita.

Nel testo non ci sono altre indicazioni di tempo, questa è un’opera atemporale. La vicenda non si conclude mai veramente, non c’è una “trama” fatta di eventi straordinari, ma una sequenza di fatti nella loro logica naturale, in modo che accada ciò che deve e può avvenire, e che tutto passi alla fine come il sole dopo l’ombra o l’ombra dopo il sole, per poi ricominciare l’indomani. Sarà il pubblico che, dopo, rievocherà l’affanno di questo piccolo mondo, apparentemente chiuso nelle dimensioni storiche e psicologiche dei personaggi, eppure aperto al grande schema della vita. È una vicenda che può accadere in un giorno qualunque del presente o del passato, in un paese vicino o lontano, dove l’eternità è in un attimo.

Per informazioni: 339/8201983 – 0872/714755 – www.teatrofenaroli.it

by Redazione
Il Gruppo Medico D’Archivio, volendo contribuire alla promozione della cultura come elemento di sviluppo sociale e di crescita individuale, ha bandito la prima edizione del Premio di narrativa “parole d’archivio”.
Il concorso è a tema libero, pubblico, gratuito ed aperto a tutti coloro i quali abbiano compiuto il diciottesimo anno di età alla scadenza del termine di consegna dei racconti, che dovranno essere inediti.
Sono ammessi racconti già premiati in altri concorsi.
Il racconto primo classificato verrà pubblicato integralmente in volume dalla casa editrice De Siena di Pescara per conto del Gruppo Medico D’Archivio.
Il vincitore riceverà in omaggio 100 copie del volume, consegnate al momento stesso della cerimonia di premiazione. Riceverà inoltre un volume di pregio riguardante l’Abruzzo o il territorio teramano.
Il secondo classificato riceverà due volumi di pregio riguardante l’Abruzzo o il territorio teramano. Il terzo classificato riceverà un volume di pregio riguardante l’Abruzzo o il territorio teramano. È necessaria la presenza. I primi tre classificati, che riceveranno la comunicazione con apprezzabile anticipo, dovranno essere presenti alla cerimonia di premiazione, fissata per il 6 giugno 2020.
Ogni autrice/autore può partecipare con un solo racconto. La lunghezza massima del testo, battuto in word, corpo 14, carattere Times new Roman, interlinea 1,5, è fissata tra le 15.000 e le 20.000 battute (spazi inclusi).
I racconti dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12 del 18 aprile 2020 e  possono essere inviati tramite posta elettronica all’indirizzo mail   paroledarchivio@gmail.com oppure in plico chiuso, con raccomandata A/R, al seguente indirizzo: Gruppo Medico D’Archivio, Via Galileo Galilei n. 59, 64021 Giulianova (TE). In questo caso farà fede il timbro postale.
I racconti pervenuti, rispettando i termini e le modalità di consegna, verranno assegnati in forma anonima per la valutazione alla Giuria presieduta da Simone Gambacorta (critico letterario, giornalista, responsabile delle pagine culturali del quotidiano “La Città” di Teramo) e composta da Antimo Amore (giornalista RAI), Enrico Di Carlo (giornalista e saggista), Caterina Falconi (scrittrice) e Gabriella Santini (scrittrice).
La Giuria, valutati i racconti ricevuti in forma anonima, appronterà quindi una graduatoria assegnando il primo, secondo e terzo posto.
Il giudizio della Giuria è insindacabile e non ricorribile.
Bando e domanda sono scaricabili dal sito www.gruppomedicodarchivio.it
by Redazione
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